Lopreiato (liceo Vico): “La pandemia ha slatentizzato i disturbi esasperando molti tipici disagi giovanili”

“Nella nostra scuola sportello di ascolto con psicologi professionisti”

“I giovani con disturbi alimentari sono in aumento e questo è un dato che, nella nostra scuola, abbiamo rilevato da tempo. Il fenomeno va fatto risalire a quando l’uso dei social è diventato sempre più intensivo, anche se è vero che la pandemia ha ‘slatentizzato’ molti disturbi, esasperando molti dei tipici disagi giovanili, incluso anche il disturbo dell’alimentazione”. A parlare è Fulvia Lopreiato, docente di scienze e referente per l’indirizzo scientifico biomedico del Liceo statale ‘Vico’ di Napoli.

Per la docente è quindi la sovraesposizione a modelli e stili di vita irrealizzabili, così come pure il mito del ‘corpo perfetto’, ad aver esacerbato l’insorgere di disturbi alimentari anche gravi tra i giovanissimi.

“Noi siamo sempre stati sensibili a questi temi. A scuola c’è da tempo uno sportello di ascolto con psicologi professionisti. Abbiamo realizzato, soprattutto negli ultimi tempi, progetti legati al tema del benessere e della corretta alimentazione. Col supporto di medici e psicologi, in piena pandemia, abbiamo avviato un percorso su dipendenze, che ha poi allargato il dibattito a altre cause di disagio, inclusi i disturbi alimentari. Abbiamo riscontrato, in questa occasione, grande interesse da parte degli studenti. Sono risultati come questo che ci incoraggiano a perseguire questa strada”. Anche se, aggiunge la docente, “bisogna lavorare in maniera sinergica anche con le famiglie. Quando rileviamo qualche problema siamo i primi a sollecitarne l’intervento per trovare la strada migliore, così da supportare i ragazzi anche con l’aiuto da casa. Insomma, è un percorso a molte strade”.

L’educazione alimentare – per cui sono previsti piani nazionali alle scuole elementari e medie superiori – al liceo, così come in tutti gli istituti superiori, può essere attivata solo grazie a progetti ad hoc. Viene quindi spontaneo chiedersi se i docenti siano adeguatamente formati in materia. “Credo che tutti i docenti di scienze facciano entrare questo tipo di argomenti negli iter dei programmi- afferma Lopreiato- Poi adesso che è stato introdotto l’insegnamento dell’educazione civica sicuramente gli studenti avranno la possibilità di approfondire questi temi grazie a progetti dedicati e al supporto di esperti”.

Resta prevalente il tema relativo alla sovraesposizione social. Può la scuola limitarne le ricadute psicologiche e i conseguenti disturbi alimentari? Per Lopreiato è “fondamentale l’educazione a un uso corretto del digitale. È la prima azione da mettere in campo. Poi ci sono il dialogo, i progetti dedicati e il supporto di esperti. Non ho mai incontrato personalmente studenti con disturbi alimentari- dice- ma sono venuta a conoscenza di ragazzi che avevano già affrontato la fase critica. Credo che il colloquio con i ragazzi sia una tappa importante. Cercare di entrare in sintonia e consentire loro di aprirsi e poterli aiutare è importante” conclude Lopreiato.