“Stili di vita e alimentari corretti potrebbero essere temi inseriti nell’insegnamento dell’educazione civica”

Intervista ad Antonello Giannelli, Presidente ANP

L’educazione alimentare oltre che a tavola si fa anche sui banchi di scuola. “Gli istituti scolastici possono fare molto per diffondere la cultura del benessere e del mangiar sano, una cultura che è importante divulgare fin dalla primaria per fare in modo che i bambini possano acquisirla e portarla con sé fino all’età adulta”. A sottolinearlo è Antonello Giannelli, Presidente ANP, l’Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola che con i suoi migliaia di iscritti ha sulla realtà scolastica un osservatorio privilegiato. “I nostri bambini sono bombardati da una pubblicità che tende a far loro consumare alimenti molto zuccherati e bevande gassate”. Dunque, la scuola “può e deve intervenire, anche più di quanto abbia fatto finora- evidenzia il Presidente ANP- diffondendo oltre alla cultura del mangiar sano anche la cultura dell’educazione fisica intesa come cultura dell’esercizio ginnico volto allo star bene”. Insegnare a tutti “i rudimenti di un’attività fisica di base- dice Giannelli- che serva a bruciare l’eccesso di calorie ma abbia anche dei risvolti di tipo alimentare”. Per il Presidente ANP l’educazione a stili di vita e alimentari corretti “potrebbe essere addirittura inserita in qualche modo nell’insegnamento dell’educazione civica che è un grande contenitore di tematiche riguardanti il rapporto tra noi e i nostri simili. Questo- dice- è prodromico all’assunzione di abitudini che consentono a tutti di stare meglio”.

E il primo insegnamento viene dall’esempio. “Ci sono scuole in Italia che si sono equipaggiate con dei distributori automatici di frutta fresca a chilometro quasi zero- racconta Giannelli- l’educazione alimentare si fa anche così. In tutti gli istituti poi il tema viene generalmente trattato, ovviamente con sfumature diverse perché ogni scuola è autonoma nella predisposizione del suo piano dell’offerta formativa”.

Di certo oggi, dopo il lungo periodo di lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19 e tutte le successive restrizioni, il tema della corretta alimentazione è tornato preponderante. “Sicuramente c’è una tendenza ad essere in sovrappeso, tra i ragazzi ma anche tra gli adulti, cosa che deriva dagli ultimi due anni in cui l’attività fisica è stata scarsa- osserva Giannelli- Molti adolescenti fanno una vita sedentaria. Soprattutto per i ragazzi più grandi, che hanno superato il periodo della pubertà e si avviano ad essere adulti, si pone il problema di acquisire e mantenere un fisico che sia espressione di buone e corrette abitudini alimentari e di vita”.

Ecco dunque che diffondere la cultura del benessere è una delle frontiere della scuola “che non insegna solo le materie tradizionali- conclude Giannelli- ma è un luogo in cui si impara anche a rapportarsi con gli altri”.