Vaccino antinfluenzale: Chi deve farlo? E’ meglio spray o puntura?

Mercoledì 17 novembre alle 13 diretta facebook con gli esperti SIP

Elena Bozzola, Segretario Nazionale SIP

Rocco Russo, Coordinatore Tavolo tecnico Vaccinazioni

E’ opportuno vaccinare i bambini contro l’influenza?”. “E quale modalità scegliere: spray o puntura?”. Sono i dubbi più comuni che attanagliano i genitori, specialmente in questo periodo di ripartenza della campagna vaccinale. Per aiutare le mamme e i papà a orientarsi bisogna innanzitutto ricordare che la circolare ministeriale Prevenzione e Controllo dell’influenza 2021/2022 recita: Il vaccino antinfluenzale è raccomandato per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino”. Ci sono bambini per i quali la vaccinazione è molto utile ai fini di una protezione individuale, in quanto, in caso di malattie preesistenti, potrebbero più facilmente andare incontro a complicanze: per loro la vaccinazione è fortemente raccomandata ed offerta in forma attiva e gratuita. I dati dicono, però, che tutti i bambini e in particolare quelli di età inferiore ai 5 anni rimangono comunque un gruppo prioritario per l’offerta della vaccinazione antinfluenzale, a causa del loro rischio di forme gravi di influenza, in particolare i più piccini, quelli cioè di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni.

Da quest’anno, all’offerta vaccinale dei bimbi di età compresa tra i 2 e i 6 anni, si è aggiunta la formulazione spray. Si tratta di una modalità che in Italia è stata introdotta lo scorso anno ma che in realtà era già stata adottata in alcuni Paesi europei e extra europei , tra cui Regno Unito, Finlandia, Francia, Canada e Usa.

Ma qual è la differenza tra spray e inoculazione? Il vaccino ‘tradizionale’ è un quadrivalente preparato con virus frammentati ‘split’ inattivati che viene somministrato per via intramuscolo, ossia contiene microrganismi del tutto incapaci di riprodursi.  Il vaccino somministrato con spray intranasale è un vaccino vivo attenuato, sempre quadrivalente. Si differenzia dal primo proprio perché lo spray contiene microrganismi vivi ma attenuati per renderli innocui. In altre parole, i virus sono stati indeboliti per crescere a temperature basse, come quelle nasali, ma non a quelle alte come nel polmone.

C’è da sottolineare che entrambi i vaccini sono efficaci. L’indicazione su quale prodotto usare, oltre che in base all’età e alla disponibilità delle dosi, dipende dalla decisione del medico. In alcuni casi, ad esempio in caso di asma severo non controllato, non viene raccomandata la formula spray. Non ci sono studi sufficienti.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, gli ormai tanti studi a disposizione permettono di stare sereni. Per l’inoculazione vengono riportati: febbricola, malessere generale, inappetenza, dolore nella sede di inoculazione. Per lo spray la situazione è simile con febbricola, malessere generale, scolo nasale liquido, mal di testa, inappetenza, che in genere si risolvono spontaneamente entro 48 ore dalla somministrazione.

Bisogna poi ricordare che per i soggetti con più di 9 anni è sufficiente una sola dose di vaccino antinfluenzale, mentre per i bambini al di sotto dei 9 annimai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi da somministrare a distanza di almeno quattro settimane.

La vaccinazione antinfluenzale, durante la pandemia Covid-19, è raccomandata a tutti i bambini nella fascia di età 6 mesi – 6 anni, anche allo scopo di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani e il rischio di coinfezione.

E per chi ha meno di 6 mesi? In questo caso non è autorizzata la somministrazione del vaccino antinfluenzale perché non essendo sufficientemente immunogenico, non conferisce una protezione sufficiente. Per proteggere i lattanti in maniera indiretta si possono però vaccinare tutti quelli che se ne prendono cura.

Mercoledì 17 novembre, alle 13, sulla pagina facebook della SIP è in programma una diretta per approfondire l’argomento e rispondere ai dubbi dei genitori.