Influenza, SIP: “Importante vaccinare subito i bambini, il virus è alle porte”

Elena Bozzola e Rocco Russo in diretta facebook sfatano dubbi e perplessità dei genitori

“I virus respiratori in questo momento stanno correndo e non ci aspettiamo che il virus dell’influenza, quando arriverà, possa essere più clemente quindi facciamo trovare i bambini pronti a difendersi, vacciniamoli adesso”. Parte da questo appello ai genitori il segretario nazionale della Società italiana di pediatria (Sip), Elena Bozzola, per spiegare quanto e perché sia importante somministrare il vaccino antinfluenzale ai bambini. L’occasione è la diretta facebook promossa dalla Sip per rispondere chiaramente a dubbi e domande delle famiglie sul tema, incontro a cui Bozzola ha partecipato insieme a Rocco Russo, coordinatore del Tavolo tecnico sulle vaccinazioni della Sip. “Nell’ospedale pediatrico dove lavoro, a Roma, abbiamo già file lunghissime al pronto soccorso- precisa Bozzola- nel solo weekend abbiamo avuto quasi 500 accessi al giorno e il reparto è pieno di bambini che hanno contratto i virus che sono adesso in circolazione. Dunque quest’anno ancora di più è importante effettuare la vaccinazione antinfluenzale, senza temporeggiare, perché l’influenza è alle porte e aspettando troppo di rischia di ritrovarsi nel mezzo della tormenta”.

Sulla stessa scia Rocco Russo consiglia di “iniziare la vaccinazione presto per permettere al sistema immunitario di sviluppare gli anticorpi, arrivando così nel pieno della stagione influenzale con gli anticorpi pronti a difendere il corpo dal virus”.

VACCINO EFFICACE E SICURO, GLI STUDI LO CONFERMANO

Bozzola rassicura poi i genitori sottolineando che “il vaccino è efficace e sicuro e i dati scientifici pubblicati mostrano il suo effetto benefico”. E poi rimarca: “vaccinare i bambini è in primo luogo importante per loro stessi, per proteggerli dall’influenza ma anche da coinfezioni con altri virus perché sappiamo- dice- che due virus insieme sono più pericolosi di uno da solo. E in secondo luogo la vaccinazione è importante per proteggere la comunità e le persone che stanno vicino ai bambini. Il Covid ha già tenuto divisi nonni e nipoti, evitiamo che l’influenza faccia lo stesso”.

Bozzola ricorda poi che il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione antinfluenzale per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino. “I dati dicono che tutti i bambini e in particolare quelli di età inferiore ai 5 anni rimangono comunque un gruppo prioritario per l’offerta della vaccinazione antinfluenzale, a causa del loro rischio di forme gravi di influenza, in particolare quelli di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni”.

PER BIMBI 2-6 ANNI DISPONIBILE ANCHE LA FORMULAZIONE SPRAY

Non solo puntura. Da quest’anno anche in Italia, così come succedeva già in altri paesi europei ed extraeuropei, il vaccino antinfluenzale è disponibile anche nella formulazione spray, per i bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni. “Entrambi i vaccini sono efficaci”, spiega Elena Bozzola. A chi chiede quale vaccino sia meglio somministrare la pediatra ricorda che “ci sono poche controindicazioni. Per esempio in caso di asma severo non controllato non viene raccomandata la formula spray- precisa- Ma è bene sempre fidarsi del consiglio del proprio pediatra che saprà dare le giuste indicazioni legate alla situazione dello specifico bambino”.

Qual è la differenza tra le due formulazioni? “Il vaccino ‘tradizionale’ è un quadrivalente preparato con virus frammentati ‘split’ inattivati che viene somministrato per via intramuscolo, ossia contiene microrganismi del tutto incapaci di riprodursi- spiega la pediatra- Il vaccino somministrato con spray intranasale è vivo attenuato, sempre quadrivalente. Si differenzia dal primo proprio perché lo spray contiene microrganismi vivi ma attenuati per renderli innocui. In altre parole, i virus sono stati indeboliti per crescere a temperature basse, come quelle nasali, ma non a quelle alte come nel polmone”. Gli effetti collaterali sono simili per entrambi e si risolvono nel giro di 24-48 ore dalla somministrazione: febbricola, malessere generale, inappetenza. “Dolore nella sede di inoculazione nel caso della puntura”, precisa Bozzola.

Russo precisa poi che nel caso di bambini che abbiano ricevuto la vaccinazione con lo spray nasale, “non ci sono evidenze che la carica virale del vaccino, che contiene il virus attenuato, sia sufficiente a provocare il contagio. Ovvio che se in famiglia ci sono soggetti con gravi immunodepressioni è meglio scegliere il vaccino iniettivo. Ad ogni modo- precisa l’esperto Sip- il bambino che è stato vaccinato con lo spray non va isolato”.

IL VACCINO EVITA STRESS AL SISTEMA IMMUNITARIO E RIPETUTO OGNI ANNO SVILUPPA UN PATRIMONIO DI ANTICORPI PER IL FUTURO

“Se c’è la possibilità di prevenire i malanni ed evitare che il sistema immunitario venga stressato dai virus, a partire da quello dell’influenza, è sicuramente preferibile vaccinare. Ci sono persone, anche pediatri, che pensano sia meglio mettere a contatto i bambini con soggetti che hanno contratto dei virus, come quello del morbillo e dell’influenza. È invece importante prevenire che il sistema immunitario venga stressato inutilmente”. Sottolinea nel corso della diretta facebook Rocco Russo.

In particolare, lo specialista risponde ai dubbi di genitori che hanno affermato di relazionarsi con pediatri che sconsigliano la vaccinazione antinfluenzale, nei bambini sani, consigliando di lasciare che sviluppino gli anticorpi affrontando la malattia. “È una valutazione rispettabile ma poco condivisibile- chiarisce Russo- questi colleghi necessitano forse di adeguati confronti con le evidenze scientifiche, con i dati internazionali e con le raccomandazioni ufficiali. Noi medici- ribadisce- non possiamo assolutamente fare riferimento a valutazioni personali che possiamo utilizzare solo in determinati contesti. Abbiamo l’obbligo etico e morale di mettere in atto le raccomandazioni di organi superiori che lavorano sulla base delle evidenze scientifiche. Nel caso in cui avessimo dei dubbi riguardo una determinata strategia, abbiamo il dovere di approfondire e aggiornarci. In ogni caso il rispetto delle raccomandazioni scientifiche internazionali è sovrano rispetto alle convinzioni personali, che non sono concesse a un professionista”.

La vaccinazione del bambino “è lo strumento migliore per proteggerlo dal contatto con un’infezione virale e da eventuali complicanze che possono essere anche a medio e lungo termine”, prosegue l’esperto. Anche se il rischio zero, rispetto alle possibili complicanze legate alla vaccinazione, non esiste “è bene vaccinare” tiene a sottolineare.

Bisogna, inoltre, ripetere la vaccinazione ogni anno, perché “il virus di quest’anno non sarà quello del prossimo anno e non è quello dello scorso anno. Con la vaccinazione noi possiamo proteggere dai virus per i quali si ipotizza la maggior circolazione durante la stagione invernale. Vaccinandosi ogni anno, si acquisisce una sorta di patrimonio immunitario- aggiunge Russo- che ci protegge anche nel futuro rispetto a nuovi virus influenzali. Se il bambino viene vaccinato per la prima volta al di sotto dei 9 anni- precisa- bisogna somministrare due dosi di vaccino a distanza di 4 settimane una dall’altra. Dall’anno successivo, sarà sufficiente una sola dose”.

UN BAMBINO CHE NON FREQUENTA L’ASILO NIDO E I CUI FAMILIARI SONO TUTTI VACCINATI CONTRO L’INFLUENZA DEVE ESSERE COMUNQUE VACCINATO?

“Per il principio dell’immunità di gregge- spiega Russo- se il bambino non frequenta contesti in cui potrebbe venire a contatto con i virus e ha intorno a sé tutti familiari vaccinati, in teoria potrebbe non essere vaccinato. Ma siccome non abbiamo la certezza di poterlo proteggere da tutti i potenziali contatti con persone portatrici del virus influenzale, è bene proteggerlo col vaccino”. Al contrario, chiarisce l’esperto, “un bambino che frequenta l’asilo nido è già di per sé a maggior rischio di sviluppare malattie infettive. Quindi a maggior ragione va protetto. Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato a partire dai 6 mesi. Tuttavia- sottolinea il pediatra- bisogna ricordare che dopo la vaccinazione il bambino non diventa immune da tutte le infezioni respiratorie, perché il vaccino protegge solo dai ceppi contenuti nel vaccino stesso, mentre nel periodo invernale circolano molte altre forme virali, i virus parainfluenzali contro i quali il vaccino non può fare nulla”.

IN GRAVIDANZA IL VACCINO PROTEGGE SOPRATTUTTO LA DONNA E PUÒ ESSERE FATTO IN QUALUNQUE MOMENTO DELLA GESTAZIONE

Effettuare la vaccinazione antinfluenzale in gravidanza “serve soprattutto a proteggere la mamma, considerato che a gravidanza avanzata il pancione provoca la risalita del diaframma esponendo la gestante a un maggior rischio di contrarre il virus influenzale”, spiega ancora Russo.

Il vaccino antinfluenzale fatto alla donna in gravidanza protegge anche il bambino, soprattutto se la nascita è imminente. Infatti, “poiché questa vaccinazione può essere effettuata in qualunque trimestre, se la mamma viene vaccinata a inizio gestazione, il titolo anticorpale del neonato sarà basso”. In questo, chiarisce Russo, sta la differenza ad esempio col vaccino per la pertosse che “viene fatto nell’ultimo trimestre proprio per proteggere il bambino”.