Al ‘Morano’ di Caivano un progetto in cucina per riscoprire il valore del cibo e del mangiare sano

Colicchio: “Dopo il lockdown abbiamo riscontrato la necessità di supportare gli studenti nell’educazione alimentare”

Dopo il periodo di Dad, con il rientro a scuola dei ragazzi abbiamo riscontrato la necessità di supportarli nell’educazione alimentare con l’attivazione di un progetto in cucina e con approfondimenti pomeridiani in classe, rivolti alla consapevolezza di mangiare sano”. A raccontarlo, Concetta Colicchio, docente di Scienze degli alimenti all’istituto tecnico professionale ‘Francesco Morano’ di Caivano (Napoli).

L’isolamento sociale- spiega la docente- la sovraesposizione all’ideale di un corpo perfetto imposto dalla società, la predisposizione al consumo di cibi commerciali hanno allontanato i ragazzi dalle corrette abitudini alimentari”.

Durante “Progetto in cucina” (questo è il nome del percorso attivato dall’istituto di Caivano) gli studenti e le studentesse preparano pietanze nutrienti, legate alla storia della gastronomia campana: “Stiamo veicolando- aggiunge la professoressa Colicchio- le informazioni necessarie per riscoprire le sane abitudini alimentari tralasciate in fase di pandemia, anche con il supporto delle famiglie. Cerchiamo di far comprendere ai nostri ragazzi che nutrirsi bene consente di raggiungere forme fisiche armoniose che non devono necessariamente corrispondere agli standard di bellezza dei tempi in cui viviamo”.

Al ‘Morano’ si cerca di valorizzare la cucina del riuso in modo sostenibile: “Bucce di patate, pane raffermo, avanzi di pasta, vengono recuperati, insieme ad altri ingredienti, per elaborare piatti unici, sostenibili e nutrizionalmente completi riscoprendo anche la tradizione culinaria territoriale”.

“L’educazione alimentare è sempre stata alla base della nostra scuola- continua la docente- sensibilizziamo i ragazzi a prestare attenzione a ciò che mangiano e a conoscere, attraverso l’etichetta, l’identità di un prodotto”.

Gli studenti “rispondono con curiosità e interesse al progetto- conclude Concetta Colicchio- e ripropongono a casa quello che apprendono a scuola. Il riscontro è stato positivo”.