Arena (Itis Cartesio): “I ragazzi hanno perso la capacità di stare insieme, necessario ricostruire il gruppo e al suo interno affrontare i problemi”

Meroni: “Introdurre a scuola percorsi legati al tema della percezione fisica di se stessi”

“Difficoltà nella socialità, nella sfera affettiva, nelle dinamiche relazionali”. E’ questo secondo Chiara Arena, dirigente dell’Itis ‘Cartesio’ di Cinisello Balsamo, quello che la pandemia ha lasciato nei ‘suoi’ studenti. “E’ come se i ragazzi avessero perso la capacità di stare insieme agli altri- osserva- si sono persi i meccanismi propri dello stare in classe, dello studiare. Sembra difficile, in questo momento, ricostruire il contesto scuola”.

Una difficoltà generale in cui rientrano anche i disturbi dell’alimentazione. “Da questo punto di vista non registriamo segnali allarmanti- dice- ma di certo servirebbe una campagna di sensibilizzazione in merito al cosiddetto ‘cibo spazzatura’ e una maggiore attenzione ai prodotti che vengono consumati dagli studenti. Nel contesto della nostra scuola- continua la dirigente- è anche difficile coinvolgere le famiglie. La nostra utenza non è particolarmente agiata e fa già fatica a portare il ‘piatto in tavola’”.

In generale all’interno della scuola “potrebbe essere interessante un percorso sull’alimentazione legato al tema della percezione fisica del sé- aggiunge Alessandra Meroni, docente, referente Pcto d’istituto e responsabile dei progetti inerenti la salute– i ragazzi hanno poche occasioni per fermarsi a riflettere su questi argomenti e invece il problema è importante perché coinvolge da un alto la necessità di rispondere a certi canoni di bellezza e dall’altro lato l’utilizzo del cibo come strumento di compensazione per sopperire ad altre mancanze”.

In questo contesto “sarebbe importante fare degli incontri con gli psicologi- evidenzia ancora la dirigente scolastica- non intesi come una classica lezione ma come un momento di interazione di gruppo. I ragazzi hanno bisogno di ricostruire questo tipo di dinamica- sottolinea Arena- è come se negli ultimi due anni avessero vissuto in spazi non loro, in una dimensione che non è quella di cui hanno bisogno. Dunque devono prima ricreare il gruppo e poi all’interno di questo affrontare le varie problematiche come, ad esempio quelle alimentari”.