Balducci (I.C. San Pietro in Vincoli): “I ragazzi non si piacciono, sono a disagio con il loro corpo”

“A scuola sarebbe importante far venire esperti che parlino di educazione alimentare”

“Ho notato che i ragazzi non si piacciono, sono molto a disagio con il proprio corpo, si vedono brutti, a prescindere dal fatto che siano maschi o femmine. È un tratto piuttosto comune e non so se questo dipenda dai modelli che vedono in televisione o su internet”. A ragionare sull’idea che i ragazzi hanno di se stessi, anche alla luce del molto tempo trascorso sui social a causa della pandemia, è Anna Balducci, docente di italiano della scuola secondaria di primo grado presso l’Istituto Comprensivo San Pietro in Vincoli di Ravenna. Dal punto di vista dell’alimentazione “c’è molta consapevolezza- dice la docente- non vedo mai nessuno portare a scuola patatine o bibite gassate”. E per quanto riguarda l’influenza che può avere la pubblicità rispetto al consumo di cibo spazzatura “eravamo molto peggio noi”, sottolinea la docente ripensando agli anni da studentessa.

Ma come si possono favorire a scuola le buone abitudini alimentari? “Si potrebbero far venire degli esperti di educazione alimentare perché a volte non si sa bene che cosa contenga il cibo, al di là degli ingredienti principali che vediamo e immaginiamo- evidenzia Balducci- Il problema è che adesso, per le normative Covid, non è possibile organizzare progetti di questo tipo”.

Normalmente i docenti di scienze o di educazione motoria fanno percorsi che hanno a che fare con l’educazione alimentare? “Sì, soprattutto da quando è obbligatoria l’educazione civica”. E’ importante coinvolgere le famiglie? “No, a meno che non siano ricettive. Il problema è che molti genitori sono impegnati o separati- precisa Balducci- già faticano a venire agli incontri con gli insegnanti, funzionerebbe di più qualcosa che non gli porti via tempo, come un opuscolo da leggere”.