Covid, Gattinara: “Omicron non è più cattiva con i bambini ma è più diffusiva”

“Se aumenta il numero degli infetti cresce anche la quota di chi si ricovera e necessita di terapia intensiva”

Il virus non è diventato più ‘cattivo’ nei confronti dei bambini ma ci troviamo di fronte a una variante, la Omicron, che si trasmette molto più facilmente e dunque si diffonde, in particolare, tra coloro che non sono vaccinati, quindi nella fascia di popolazione pediatrica. E aumentando il numero di bambini infetti, aumenta anche la quota di quelli che finiscono in terapia intensiva. Adesso in ospedale vediamo tanti piccoli sotto ai 5 anni, per questo mi auguro che presto il vaccino sia disponibile anche per loro, così come mi auguro che siano sempre di più i bambini vaccinati nella fascia d’età 5-11 anni”. A sottolinearlo è Guido Castelli Gattinara, componente del Tavolo tecnico Vaccinazioni e Malattie infettive della Società italiana di pediatria (Sip), che insieme alla collega Susanna Esposito, ha risposto ai dubbi dei genitori sul vaccino pediatrico anti Covid-19 nel corso di una diretta sulla pagina facebook della Società scientifica.

Davanti a una diffusibilità del virus così elevata una delle domande più frequenti dei genitori è proprio come comportarsi prima di fare il vaccino. “Fare un test degli anticorpi per togliersi un dubbio e vedere se magari un bambino ha avuto l’infezione in maniera asintomatica non ha senso- spiega Castelli Gattinara- non è un’informazione che è importante avere per decidere se fare il vaccino o meno, perché anche in questo caso la vaccinazione non sarebbe un problema. Col vaccino eventualmente ristimoliamo il sistema immunitario del bambino e lo proteggiamo. I pericoli vengono dalla malattia, non dai vaccini”, ribadisce il pediatra. Per chi, invece, sa di aver avuto la malattia clinicamente manifesta e non la sola infezione, allora le tempistiche per fare il vaccino possono cambiare a seconda se siano trascorsi tra i 3 e i 12 mesi dall’infezione, o più di 12 mesi, o se l’infezione è stata è contratta tra la prima e la seconda dose di vaccino, secondo il vigente schema vaccinale.

 

Ma il vaccino possono farlo tutti?”, un’altra domanda ricorrente dei genitori. Anche su questo il medico è chiaro: “Tutti i bambini possono e devono essere vaccinati a meno di condizioni particolari”. Castelli Gattinara continua spiegando che le controindicazioni reali al vaccino anti-Covid possono essere “uno shock anafilattico ad un precedente vaccino o l’ anafilassi ‘vera’ a uno dei componenti che sono all’interno del vaccino”. Poi “ci sono delle condizioni particolari- precisa il pediatra- come quelle dei pazienti che hanno una malattia acuta grave in atto, pazienti che hanno un tumore o sono in terapia per un tumore, pazienti che hanno delle immunocompromissioni profonde sia per deficit proprio, ma soprattutto per terapia immunosoppressive importanti. In questi casi la vaccinazione non viene suggerita perché il vaccino non è efficace, non stimola un sistema immunitario paralizzato dalla malattia o dall’immunosoppressione. In questi pazienti quindi la vaccinazione non è controindicata ma non conviene che venga fatta”, spiega Castelli Gattinara.

Tra le domande rivolte dai genitori agli esperti Sip ci sono anche quelle riguardanti la MIS-C (sindrome infiammatoria multisistemica) e il cosiddetto ‘long Covid’. “Il vaccino protegge anche da questo?” si chiedono le famiglie. “La MIS-C è una tempesta citochinica, quindi una reazione del sistema immunitario dell’organismo estremamente violenta ed eccessiva, che colpisce prevalentemente i giovani adolescenti. Si tratta di un’enorme infiammazione a carico degli organi, che può danneggiarli anche in maniera mortale. La MIS-C può essere una malattia mortale- spiega Castelli Gattinara- In Italia oggi abbiamo vaccinato quasi tutti gli adolescenti e la MIS-C non si vede più, è quasi scomparsa- dunque, dice- questo è un effetto positivo del vaccino che protegge nei confronti delle forme più gravi della malattia”.

Così come essere protetti dal vaccino “riduce anche la probabilità che si possa sviluppare il ‘long Covid’, ossia quelle manifestazioni cliniche, neurologiche e sistemiche che compaiono e persistono anche per molti mesi dopo aver avuto il Covid, anche dopo una forma asintomatica, e sono molto invalidanti”.

In chiusura della diretta Castelli Gattinara lancia un appello ai suoi colleghi pediatri: “Credete nelle vaccinazioni e dimostrate alle famiglie che è la scelta migliore, senza aver paura. E’ la verità”.