Pubblicato il Rapporto “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici e della sindrome feto, alcolica”

Gli esperti chiariscono prevenzione, rischi e diagnosi

Simona Pichini
Direttore U.O. Farmacotossicologia Analitica, ISS

 

Luigi Memo
Segretario del GdS di Qualità delle Cure della SIP

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi da parte dell’ Istituto Superiore di Sanità il Rapporto “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici e della sindrome feto, alcolica” a cura di Adele Minutillo, Simona Pichini, Paolo Berretta.

L’uso di alcol etilico durante la gravidanza e la conseguente esposizione fetale a questo teratogeno può causare disordini dello sviluppo del feto, quali ritardo della crescita, anomalie cranio facciali, malformazioni di organo e anomalie neuro comportamentali. Tali manifestazioni cliniche sono note come spettro dei disturbi feto alcolici (Foetal Alcohol Spectrum Disorder, FASD), la cui patologia più grave è la sindrome feto alcolica (Foetal Alcohol Syndrome, FAS).

Si tratta di disabilità trasparenti e permanenti ancora poco conosciute nel nostro Paese.

In questo Rapporto i maggiori esperti di queste patologie (ginecologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, biochimici, epidemiologi…) chiariscono come effettuare interventi di prevenzione nelle gestanti e nella comunità sui rischi dell’alcol gestazionale, come effettuare una diagnosi precoce nei neonati in cui ci sia sospetto di esposizione al fine di intervenire rapidamente con un trattamento mirato a rendere minime le disabilità secondarie nelle persone affette dallo spettro o dalla sindrome completamente espressa e garantire un percorso di vita sereno, sicuro e nella maggiore autonomia possibile.

Il documento è scaricabile al seguente link: Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici e della sindrome feto alcolica.