“La scuola non ha fatto abbastanza”

Nel racconto di uno studente tredicenne di Ravenna fondamentali famiglia e amici

“Sicuramente a provocare un aumento dei disturbi alimentari può essere stata l’ansia per la situazione scolastica”, dice M., uno studente del primo anno di una scuola secondaria di secondo grado di Ravenna che ha raccontato, pur rimanendo anonimo, il suo rapporto e quello dei suoi coetanei con l’alimentazione e il corpo. “Con l’accumularsi di compiti e interrogazioni- prosegue- dovuto alle settimane di scuola perse e alle difficoltà della Dad è aumentato lo stress e contemporaneamente è diventato impossibile o comunque molto più complicato allenarsi o sfogarsi con l’attività fisica”.

Il mito del corpo perfetto? “Un’insidia alla quale è possibile sfuggire se ci si circonda di persone che ti vedono e ti apprezzano per come sei dal punto di vista umano e spirituale, anche se- prosegue M.- ad alcune persone che conosco è successo di ricevere commenti e messaggi orribili sui social network in riferimento al loro aspetto fisico. Questi attacchi sono gravi perché minano la persona sia fisicamente sia psicologicamente”.

Lo studente tredicenne prosegue affermando: “Se capissi di avere un cattivo rapporto con il cibo cercherei di parlarne con un professionista per stabilire cosa e come mangiare in modo personalizzato, dal momento che la dieta è una questione personale che varia da individuo a individuo”. Le ragazze? Secondo M. hanno principalmente problemi legati alla sfera dell’anoressia, con un’ossessione alla quantità di cibo che mangiano che va ben oltre l’attenzione al mangiare cibo sano e salutare.

A non uscirne troppo bene è la scuola che, nella testimonianza del ragazzo “non ha contribuito in alcun modo a portare l’attenzione su questi temi ma nemmeno alla salute alimentare in generale. Ricordo- dice- che abbiamo fatto la piramide alimentare una volta in quarta elementare e poi basta, non è stato più toccato l’argomento”. Ruolo fondamentale dal suo punto di vista è quello della famiglia perché “è importantissimo parlare e aprirsi con i propri familiari e con i propri amici, dire se si sta bene o se si sta male e sicuramente si troveranno delle presone disponibili ad aiutarci e supportarci”.