Ucraina, Esposito: “Importante che i bimbi in arrivo in Italia siano integrati il prima possibile”

L'intervista alla trasmissione 'Elisir'

L’accoglienza di profughi sul territorio italiano prevede inizialmente il fatto di fornire beni di prima necessità, tra cui il cibo, è poi però necessario entrare in un percorso di integrazione che inevitabilmente deve anche considerare una crescita dell’integrazione stessa. Ci sono delle raccomandazioni, nel Piano nazionale linee guida, date dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute rivolte in generale a tutti i migranti e a tutti i profughi, poi contestualizzate con l’emergenza in atto.  Come Società Italiana di Pediatria abbiamo voluto identificare quelle che sono le necessità e i bisogni di salute dei minori che entrano nel nostro Paese e fare in modo che siano integrati il prima possibile”. Susanna Esposito, coordinatrice del Tavolo Tecnico Malattie infettive della Società Italiana di Pediatria (SIP) e ordinario di Pediatria presso l’Università di Parma, ospite della trasmissione ‘Elisir’, parte da qui per spiegare i contenuti del vademecum per l’accoglienza dei minori in fuga dall’Ucraina realizzato dalla SIP.

E’ importante innanzitutto che ai bimbi ucraini venga assegnato un ‘codice STP’ (straniero temporaneamente presente) che gli permetta di avere gli stessi diritti dei bambini italiani per l’accesso alle prestazioni sanitarie, inclusa la scelta del pediatra di famiglia- spiega Esposito- e poi mettere in atto una serie di controlli, non per creare una medicalizzazione eccessiva ma per identificare i bisogni di salute di questi bambini”, sottolinea Esposito.