Autismo, Bozzola: “Collaborazione tra pediatra, scuola e famiglia è importante per il riconoscimento tempestivo dei sintomi”

Il 2 aprile si celebra la Giornata mondiale. In Italia disturbi diagnosticati in 1 bambino su 77 tra 7 e 9 anni

Attualmente nel nostro Paese sono circa 20.000 i bambini che soffrono di un disturbo dello spettro autistico. Si stima che 1 bambino su 77 di età compresa tra i 7 e i 9 anni presenti dei sintomi compatibili con una diagnosi di spettro autistico. Sono numeri in linea con gli altri Paesi (in Gran Bretagna si parla di 1 bambino su 86) ma che ci devono far riflettere, soprattutto sull’importanza della diagnosi precoce e del riconoscimento tempestivo sintomi”. A dirlo è Elena Bozzola, Consigliera Nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP), in vista della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo che si celebra ogni anno il 2 aprile. “Già tra i 14 e i 28 mesi d’età è possibile sospettare un disturbo dello spettro autistico- dice Bozzola- e in questo svolge un ruolo molto importante non solo il pediatra di famiglia ma anche tutto il contesto in cui si trova il bambino, dagli educatori alla famiglia. Per cui- evidenzia la pediatra- è importante la collaborazione tra le diverse figure e proprio come si parla al proprio pediatra di raffreddore, tosse o mal di gola, così è importante riferirgli comportamenti atipici da parte del bambino”.

Guardando poi all’attuale momento storico, la Consigliera SIP ricorda come “anche tra i tanti bambini che stanno arrivando dall’Ucraina, molti potrebbero presentare dei disturbi. Per loro- dice- è importante cercare di mantenere il più possibile le routine quotidiane: dal sonno, ai giochi, all’attività fisica. Senza dimenticare la continuità delle terapie intese non solo come terapie farmacologiche ma, più in generale, educazionali”.