Epatite nei bambini, il punto sulla situazione epidemiologica

Il 5 aprile 2022 l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata informata di 10 casi di epatite acuta grave a eziologia ignota verificatisi in bambini di età inferiore a 10 anni in Scozia. Da allora, le segnalazioni di casi analoghi sono continuate dal Regno Unito, dagli Stati Uniti d’America e da molte nazioni europee. Non è ancora chiaro se si sia verificato un reale aumento dei casi di epatite o se i casi si stiano verificando con l’incidenza attesa.

Al 21 aprile, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità1, sono stati segnalati almeno 169 casi di epatite acuta a eziologia ignota da 11 nazioni Europee e dagli Stati Uniti. Il Regno Unito annovera il maggior numero di casi (114) seguito da Spagna (13), Israele (12), Stati Uniti d’America (9) e con un numero inferiore, da Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Norvegia, Francia, Romania e Belgio.

Le informazioni cliniche più precise, sebbene ancora limitate e parcellari, derivano dalla coorte inglese. I bambini, la maggior parte dei quali di età compresa tra 2 e 5 anni, si sono presentati con una grave epatite acuta, con livelli aumentati di transaminasi (maggiori di 500 IU/L) e in molti casi, con ittero. Hanno presentato sintomi gastrointestinali tra cui dolore addominale, diarrea e vomito nelle settimane precedenti il ricovero e la maggior parte dei casi non ha presentato febbre. In circa il 10% è stato necessario il ricorso al trapianto di fegato.

Sebbene le indagini di laboratorio abbiano escluso in tutti i pazienti un’eziologia virale di tipo A, B, C, D ed E, le autorità sanitarie del Regno Unito considerano l’ipotesi infettiva la più probabile. L’adenovirus è stato rilevato in circa il 75% dei bambini inglesi sebbene non possa essere ancora definito un chiaro nesso eziologico. Non è stato identificato alcun legame con il vaccino anti COVID-19 né correlazione con l’infezione da SARS-CoV-2.

Il Ministero della Salute italiano il 23 aprile ha fornito una fotografia precisa della situazione epidemiologica in Italia con due casi in corso di valutazione, quattro casi sospetti, due casi possibili e due confermati2. Si tratta di segnalazioni relative a casi sporadici e sparsi sul territorio nazionale. La risposta clinica e di sanità pubblica è stata attivata dal Ministero della salute a livello nazionale per coordinare la ricerca dei casi e le indagini sulle possibili cause della malattia in coordinamento con l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni a livello nazionale e con l’European Centre for Disease Control and Prevention e l’Organizzazione Mondiale della Sanità a livello internazionale.

La Società Italiana di Pediatria si è resa disponibile per contribuire all’attento monitoraggio della situazione epidemiologica italiana, seguendo con attenzione l’evolversi della situazione senza ingiustificati e potenzialmente dannosi allarmismi.

1 www.who.int/emergencies/disease-outbreak-news/item/multi-country-acute-severe-hepatitis-of-unknown-origin-in-children

2 www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_5889_0_file.pdf