Esposizione al fumo in età pediatrica: conoscere gli effetti per combattere il problema

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Dott.ssa Marcella Lauletta della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Pisa, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, con la supervisione della Dott.ssa Maria Elisa Di Cicco, pediatra e ricercatrice presso la stessa sede e attuale consigliere SIMRI.

L’esposizione al fumo rappresenta una vera emergenza per la salute globale: nonostante gli effetti nocivi del fumo sulla salute siano noti ormai da tempo, una quota significativa della popolazione pediatrica è ancora oggi esposta quotidianamente al fumo sia in utero che in epoca postnatale. Peraltro, i bambini sono particolarmente vulnerabili perché l’infanzia, inclusa l’epoca prenatale, rappresentano dei momenti critici dello sviluppo. Inoltre, i bambini presentano fisiologicamente una frequenza respiratoria più elevata e, di conseguenza, sono più facilmente esposti agli inquinanti presenti nell’aria.

Sebbene il fumo attivo o cosiddetto ‘di prima mano’ possa interessare gli adolescenti sempre più precocemente, le modalità di esposizione prevalenti in età pediatrica sono rappresentate dal fumo di seconda e di terza mano. Per esposizione al fumo ‘di seconda mano’ si intende il classico fumo passivo, cioè l’inalazione involontaria di fumo proveniente da una sigaretta accesa e di quello esalato dai polmoni dei fumatori e reimmesso nell’ambiente. Recentemente è stata identificata un’altra modalità di esposizione, ben più insidiosa, il cosiddetto fumo ‘di terza mano’, ovvero l’inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo involontari di sostanze emesse con il fumo che possono persistere nell’aria, nella polvere o sulle superfici di un ambiente chiuso per molti giorni o mesi anche se è stato effettuato un ricambio d’aria.

Effetti del fumo sulla salute infantile

Il fumo in gravidanza ha un impatto negativo sulla crescita fetale, sul numero di parti pretermine e sulla mortalità neonatale e perinatale.

L’esposizione alla nicotina, inoltre, altera lo sviluppo cerebrale: ad esempio, è stata dimostrata un’associazione tra l’esposizione intrauterina al tabacco e un aumentato rischio di sviluppare ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), mentre l’esposizione alla nicotina durante l’adolescenza può avere un impatto negativo sullo sviluppo cerebrale, portando ad una compromissione degli aspetti cognitivi e a problemi comportamentali.

L’esposizione prenatale al fumo è anche un fattore di rischio per lo sviluppo di obesità durante l’infanzia e l’adolescenza in quanto sembra determinare delle alterazioni a livello dell’amigdala (struttura cerebrale coinvolta nella regolazione delle emozioni) favorendo la preferenza per i cibi grassi.

L’esposizione al fumo in età pediatrica ha un impatto molto negativo anche sulla salute cardiovascolare esponendo questi bambini ad un aumentato rischio di patologie cardiovascolari in età adulta.

Da non dimenticare l’effetto cancerogeno del fumo su svariati organi, come polmone, cavo orale, faringe, esofago, laringe, rene, vescica, fegato, colon, retto, cervice uterina; inoltre, l’esposizione prenatale e postnatale aumenta il rischio, già durante la stessa età pediatrica, di leucemie, linfomi e tumori cerebrali.

Come se tutto ciò non bastasse, l’esposizione al fumo già in epoca prenatale determina un ‘invecchiamento’ precoce del DNA poiché causa un accorciamento dei telomeri fin dall’infanzia, come dimostrato da alcuni studi. I telomeri sono le regioni terminali dei cromosomi che proteggono il DNA da mutazioni e alterazioni e il loro accorciamento si associa a diverse patologie come cancro, diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari, malattia di Alzheimer.

L’esposizione al fumo in età pediatrica, infine, si associa anche ad un aumentato rischio di sviluppare allergie e carie dentale.

Effetti del fumo sulla salute respiratoria

Gli effetti negativi dell’esposizione al fumo sulla salute respiratoria infantile sono numerosi e più intuitivi dei precedenti.

Innanzitutto, l’esposizione prenatale e postnatale al fumo determina effetti sulla salute respiratoria anche a lungo termine; in particolare, l’esposizione durante la vita intrauterina può causare anomalie nello sviluppo dei polmoni con alterazioni strutturali permanenti e alterazioni della funzione polmonare che possono persistere in età adulta.

L’esposizione al fumo in epoca prenatale e postnatale si associa, inoltre, ad un aumentato rischio di broncospasmo, asma e infezioni delle vie aeree inferiori, in particolare bronchiolite e in alcuni casi anche bronchiti, soprattutto nei primi due anni di vita.

Alcuni studi hanno evidenziato come una nonna fumatrice possa incidere negativamente sullo sviluppo dei polmoni del nipote, anche se la madre non è fumatrice, attraverso alterazioni epigenetiche del DNA causate dal fumo e che si trasmettono da una generazione all’altra; quindi, esiste anche un impatto negativo intergenerazionale e la cessazione del fumo può esercitare benefici a lungo termine non solo sul singolo individuo.

Alcuni studi hanno dimostrato che l’esposizione al fumo passivo può causare nei bambini la formazione di biofilm (agglomerati di batteri racchiusi in una matrice polisaccaridica) a livello della mucosa nasale in modo proporzionale alla durata dell’esposizione e al numero di sigarette consumate dai genitori; tali biofilm spesso sono resistenti alle difese immunitarie e agli antibiotici e possono causare infezioni come sinusiti croniche, otiti medie e polmoniti.

Fumo e SIDS

Esiste una stretta relazione tra esposizione al fumo, in particolare materno, e SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante): il rischio di SIDS presenta una relazione dose-dipendente con il numero di sigarette fumate dalla madre prima della nascita e con la durata dell’esposizione postnatale. La nicotina, infatti, interferisce con la funzione respiratoria e lo sviluppo polmonare e con la regolazione autonomica e i meccanismi che regolano il risveglio del neonato e del lattante, riducendo l’efficacia di tali meccanismi in risposta all’ipossia anche lieve e abbassando quindi la soglia del risveglio in caso di ipossia durante il sonno.

Sigarette elettroniche

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un aumento dell’utilizzo delle sigarette elettroniche che vengono presentate, soprattutto dalle aziende produttrici, come un prodotto meno nocivo delle sigarette tradizionali in grado di favorire la cessazione del fumo. In realtà, le sigarette elettroniche non risultano sempre utili per smettere di fumare, ma anzi possono rappresentare un ponte verso l’utilizzo delle sigarette tradizionali, soprattutto tra i giovani e gli adolescenti, e non sono un prodotto innocuo, dal momento che è disponibile un numero crescente di studi che ne dimostrano gli effetti nocivi a livello respiratorio, cardiovascolare e del sistema nervoso. Inoltre, nel corso del 2019, negli USA si è verificata un’epidemia di EVALI (E-Cicarettes or Vaping-associated Lung Injury) tra giovani adulti ovvero una sindrome caratterizzata da insufficienza respiratoria e un’intensa risposta infiammatoria polmonare che può necessitare di ospedalizzazione, ventilazione assistita e in alcuni casi può portare a morte. Tale condizione è stata associata allo svapo di prodotti contenenti derivati del THC e vitamina E acetato.

Come smettere di fumare

Fondamentale è la forza di volontà e la consapevolezza che il fumo è nocivo per se stessi e per gli altri, in particolare per i propri familiari e i propri figli; tuttavia, la volontà spesso non è sufficiente perché la nicotina determina dipendenza fisica e psicologica; pertanto è fondamentale farsi aiutare. È possibile rivolgersi ad uno dei numerosi centri antifumo presenti in tutta Italia che, attraverso interventi di counseling individuale (anche a distanza), terapie di gruppo e la prescrizione di prodotti sostitutivi della nicotina (cerotti, compresse, inalatori ecc.) o farmaci specifici, possono fornire un valido supporto a chi intende smettere di fumare. Le informazioni relative ai centri antifumo sono disponibili sul sito OssFAD (Osservatorio fumo alcol e droga) o contattando il numero verde contro il fumo 800554088. Per ulteriori informazioni e consigli utile anche il portale dell’Istituto Superiore di Sanità https://smettodifumare.iss.it/it/

 

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