Dalla bronchiolite ai vaccini, ecco come si differenziano maschi e femmine

L'intervista di Isabella Tarissi De Jacobis a Tg2 - Medicina 33

“Già dai primi mesi di vita, anzi addirittura dall’età fetale, ci sono delle differenze di genere tra maschio e femmina sia per quanto riguarda la frequenza delle patologie, il decorso clinico e le complicanze che le patologie stesse possono avere. E’ importante quindi che i pediatri si approccino in maniera differente ai due sessi”. A spiegarlo è Isabella Tarissi De Jacobis, Segretaria del Gruppo di Studio sulla Medicina di Genere della Società Italiana di Pediatria (SIP) e dirigente medico presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, nel corso di un’intervista a Tg2 – Medicina 33.

Per fare alcuni esempi Tarissi De Jacobis spiega che “la bronchiolite, patologia infettiva respiratoria, è più frequente nel maschio rispetto alla femmina e nel maschio ha anche un decorso clinico peggiore. Il maschio- spiega l’esperta- ha il 50% in più di possibilità di essere ospedalizzato rispetto alla femmina e anche le complicanze a lungo termine, come l’iperreattività bronchiale e l’asma, sono più frequenti nei bambini rispetto alle bambine”.

Differenze ci sono anche per quanto riguarda il sistema immunitario. “Le bambine sono meno predisposte ad andare incontro a malattie infettive- precisa Tarissi De Jacobis- ma possono incorrere più facilmente in malattie autoimmunitarie. Anche per quanto riguarda le allergie le femmine sono meno coinvolte rispetto ai maschietti”.

In merito alle differenze di genere relativamente ai vaccini, la Segretaria del Gruppo di Studio SIP spiega che “si è visto che il titolo anticorpale protettivo dopo un vaccino nelle femmine è maggiore rispetto a quello dei maschi quindi sicuramente con gli studi e seguendo quello che il medico dice si potrebbe pensare a fare un calendario vaccinale ad hoc nelle femmine e nei maschi. È qualcosa su cui si sta iniziando a lavorare proprio perché possa diventare un discorso attuabile il prima possibile”.

In conclusione Tarissi De Jacobis sottolinea come sia importante “che i genitori conoscano le differenze di genere in medicina e per questo la SIP ha realizzato una guida pratica per iniziare a sensibilizzare su questo argomento perché riteniamo- dice- che una sinergia tra genitore e pediatra possa aiutare questo nuovo approccio alla medicina”.