Bambini e zanzare, Diociaiuti: “Fino a 6 mesi nessun repellente ma solo barriere fisiche”

Tra i 6 mesi e i 2 anni prodotti naturali e dopo i 12 anche repellenti con Deet

Che siano tigre o meno, le zanzare sono tra gli insetti più temuti dell’estate, soprattutto dai bambini. Come proteggerli e come intervenire in caso di punture sono tra le domande che più frequentemente i genitori pongono ai pediatri.

“Fino ai 6 mesi di vita non bisogna utilizzare alcun prodotto perché è meglio evitare che venga assorbito dalla pelle del bambino”, spiega Andrea Diociaiuti, dermatologo responsabile del Centro delle Dermatosi Croniche Complesse e Genodermatosi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Meglio allora puntare sulle ‘barriere fisiche’ e quindi “innanzitutto rivolgersi al proprio Comune per la bonifica della zona in cui si vive- suggerisce Diociaiuti- perché limitare l’intervento al proprio giardino non risolverebbe il problema”. Poi “si possono utilizzare zanzariere, anche sul passeggino, e si può proteggere il bambino con vestitini leggeri e chiari che coprano braccia e gambe”.

Tra i 6 mesi e i 2 anni “si possono cominciare a usare repellenti naturali- spiega il dermatologo- a base di geranio, citronella, eucalipo, salvia o calendula, ad esempio. Ma anche se non si tratta di farmaci è bene accertarsi che sull’etichetta sia indicato espressamente che possono essere utilizzati al di sotto dei 2 anni”.

Dopo i 2 anni “si possono iniziare a usare repellenti a base di icaridina e Deet, sicuramente tra i prodotti più efficaci- spiega Diociaiuti- ma bisogna ricordare che mentre in America è consentito utilizzare prodotti a base di Deet fin dal primo anno di vita anche a concentrazioni del 10%, in Italia siamo più cauti e di solito si usano concentrazioni del 10% a partire dai 12 anni”.

E se, nonostante tutte le protezioni, la zanzara inesorabilmente punge? “A questo punto il problema sono l’infiammazione e il prurito-osserva Diociaiuti- in generale meglio non utilizzare alcun prodotto se la reazione non è esagerata. Noi dermatologi- dice- siamo tendenzialmente contrari all’applicazione di antistaminici topici perché sono sensibilizzanti. Quando, però, c’è un meccanismo infiammatorio forte, con una reazione importante, allora la cosa più efficace da usare è una crema al cortisone: metterla per pochi giorni, su pochi millimetri di pelle non crea nessun problema a nessun bambino”. Il dermatologo spiega poi che “i più piccoli non hanno sviluppato una tolleranza alla saliva dell’insetto (che si instaura con gli anni) quindi dopo essere stati punti hanno reazioni più violente, soprattutto gli atopici poiché hanno un’ipersensibilità costituzionale”.

Discorso a parte, invece, va fatto per le punture di imenotteri “in questo caso l’ipersensibilità può portare anche a uno shock anafilattico ma- precisa- se non c’è un’allergia accertata tutti dobbiamo essere considerati non allergici a priori. Nel caso di una reazione sistemica generalizzata l’importante è approfondire l’episodio con un allergologo- evidenzia Diociaiuti- non bisogna trascurarla”.

Il consiglio dell’esperto è di mettere in valigia prima di partire: repellenti (in base all’età del bambino), crema al cortisone e l’antistaminico se si tratta di soggetti potenzialmente allergici.