Attenzione alla salute degli occhi, al mare proteggerli con occhiali e cappellino

Per evitare arrossamenti, secchezza e ingresso di corpi estranei

Non solo la pelle, quando si è al mare anche gli occhi dei bambini devono essere protetti dai raggi solari. “La cosa più importante è utilizzare qualcosa che faccia da filtro e possa attenuare gli effetti dei raggi ultravioletti, come ad esempio un cappellino o un paio di occhiali da sole di buona qualità da acquistare presso un negozio di ottica così da essere sicuri che siano certificati anti UVA”, spiega Michele Fortunato, oculista, Vicepresidente della Società di Oftalmologia Italiana (SOI) e Presidente dell’ Associazione Italiana di Oculisti Pediatri e dei Pediatri (AIOPP).

Come i dermatologi poi, anche gli oculisti consigliano di evitare di esporre i bambini al sole nelle ore più calde della giornata. “Nelle ore centrali la luce del sole è perpendicolare e il riflesso maggiore dunque maggiore è anche il fastidio che possono provare gli occhi- continua Fortunato- con la luce, infatti, il film lacrimare, ossia la pellicola che copre e protegge l’occhio, evapora più facilmente e dunque gli occhi possono seccarsi o arrossarsi e la visione può essere alterata. Quello che si tende a fare, infatti,- evidenzia l’esperto- è stropicciarsi gli occhi, un gesto con cui si producono più lacrime e di conseguenza si sta meglio”.

Per evitare questo tipo di fastidi “è bene avere in borsa un collirio, le lacrime artificiali, infatti, sono una protezione in più per gli occhi”.

Attenzione poi ai corpi estranei. “Può succedere che i bambini giochino a tirarsi la sabbia o magari che ci sia molto vento, in questi casi, se la sabbia finisce negli occhi, è importante fare immediatamente dei lavaggi- spiega Fortunato- si può utilizzare dell’acqua dolce o ancora meglio del latte che, in quanto sostanza grassa, crea una protezione maggiore evitando che possano esserci infezioni successive, nel caso si siano creati sugli occhi graffi o lesioni”. “L’importante, però- continua l’esperto- è che il bambino venga poi visto da un oculista che è quello che può prescrivere una eventuale terapia da dover seguire”.