Allattamento, sindrome feto-alcolica e sviluppo neurologico del bambino

A cura del Dott Guglielmo Salvatori

Molti studi si sono occupati di valutare se i bambini allattati al seno presentano un migliore neurosviluppo rispetto a bambini che vengono alimentati con una formula. I dati finora disponibili sono in parte contrastanti ma, eliminati fattori confondenti, è stata riscontrata un’associazione statisticamente significativa a favore degli allattati al seno.
L’assunzione di alcool durante la gravidanza può essere responsabile di una vera e propria sindrome, definita “feto-alcolica” (Fetal Alcohol Syndrome), che si esprime con ben definite caratteristiche fenotipiche e con un deficit riguardante lo sviluppo neurologico (“Fetal Alcohol Spectrum Disorders”).  Le anomalie riguardanti il neurosviluppo sono di varia gravità e dipendono dall’entità e dalla durata dell’esposizione del feto all’alcool e dall’epoca della gestazione durante la quale è avvenuta.
Gli autori del lavoro (ucraini e californiani), si sono domandati se l’allattamento al seno può attenuare gli effetti negativi dell’alcol sul sistema nervoso del feto e tale valutazione è stata effettuata attraverso uno studio del bambino/a eseguito a 6 e 12 mesi di età.
Lo studio (1), di tipo prospettico, è stato effettuato in Ucraina negli anni 2008-2014, periodo durante il quale (prima dell’invasione della Russia avvenuta nel 2022) iniziava ad essere allattato al seno entro la prima ora di vita il 92% dei neonati e l’allattamento veniva continuato in maniera esclusiva per i primi 6 mesi nel 56% dei casi.
Sono stati reclutati 385 bambini nati da donne che hanno riferito di assumere, nel mese successivo al concepimento e/o nell’ultimo mese di gravidanza, quantità significative di bevande alcoliche (”drink”).

Come controllo sono state reclutate donne minimamente esposte o non esposte all’alcool.
Le interviste sono state condotte due volte durante la gravidanza (all’arruolamento ed a circa 32 settimane di gestazione) e dopo il parto. È stato domandato alla donna quale fosse stata la quantità e la frequenza del consumo di alcol settimanale nel periodo del concepimento, nelle ultime due settimane prima dell’arruolamento e nel terzo trimestre. Tali apporti sono stati convertiti in quantità di alcol assunte giornalmente.
A 6 mesi di vita del bambino è stato domandato alle mamme se avevano iniziato l’allattamento al seno e se avevano continuato ad allattare fino a quel momento.
Il neurosviluppo del bambino è stato valutato a 6 e 12 mesi utilizzando le Bayley Scales of Infant Development II (BSID-II), il Mental Developmental Index (MDI) e lo Psychomotor Developmental Index (PDI).
I risultati ottenuti in questo studio hanno confermato che l’esposizione prenatale all’alcol si correla negativamente al neurosviluppo a 6 e 12 mesi, ma anche che l’allattamento si dimostra essere un fattore protettivo, soprattutto se è prolungato. L’interazione positiva tra allattamento al seno e neurosviluppo è risultata più significativa per i neonati con maggiori livelli di esposizione all’alcol. Tra questi ultimi, chi era stato allattato al seno per almeno quattro mesi ha raggiunto punteggi più alti di 15 punti alla BSID-II, rispetto a chi non era stato mai allattato.
Non è chiaro quale sia il fattore contenuto nel latte materno che permette un migliore neurosviluppo: si ipotizza siano gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga (PUFA), il legame madre-bambino, altri fattori materni o la combinazione di questi fattori tra di loro.
Lo studio ha limitazioni evidenti, ad esempio non si conosce se i bambini siano stati allattati al seno in maniera esclusiva e per quanto tempo, se il latte materno è stato integrato con la formula e se e quando sono stati introdotti gli alimenti solidi. Inoltre, non sappiamo se le mamme hanno assunto bevande alcoliche durante il periodo di allattamento ed, inoltre, la coorte di bambini reclutati si è ridotta durante il follow-up.

CONCLUSIONI E COMMENTO

I risultati dello studio suggeriscono che l’allattamento al seno può fornire benefici riguardanti lo sviluppo neurologico ai neonati esposti all’alcol durante la gravidanza, soprattutto se tale esposizione è quantitativamente importante. Tale dato può costituire un ulteriore incentivo, nei casi di sindrome feto-alcolica, a seguire le indicazioni OMS di allattare esclusivamente al seno per 6 mesi, di continuare insieme ai cibi solidi fino all’anno di età e, se desiderato, fino ai 2 due anni ed oltre.
Naturalmente, le donne che consumano alcool durante il periodo gravidico dovrebbero prima di tutto essere incoraggiate ad interrompere qualsiasi consumo di alcool.
Studi futuri su questo argomento potranno fornire ulteriori informazioni riguardanti una possibile relazione dose-risposta per quantità e durata tra allattamento e sviluppo neurologico.

 

Referenze

 1.Breastfeeding and neurodevelopment in infants with prenatal alcohol exposure Kristen E. Schaffer, Christina D. Chambers, Richard S. Garfein, Wladimir Wertelecki and Gretchen BandoliPediatric Research 2023; https://doi.org/10.1038/s41390-023-02848-z