Position paper su “Vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale in gravidanza”

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è un virus a RNA che infetta l’apparato respiratorio. Nella maggioranza dei casi l’infezione si presenta con tosse e raffreddore mentre, nelle forme più gravi, causa la bronchiolite, un’infezione acuta che determina la parziale occlusione dei piccoli bronchi e può complicarsi con insufficienza respiratoria.
Il VRS è responsabile del 60-80% dei casi di bronchiolite nei neonati. Può complicarsi con la forma grave di malattia soprattutto nei neonati e bambini di età inferiore ai due anni.

Come segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la prevenzione dell’infezione da VRS è una priorità di sanità pubblica mondiale.
L’uso delle mascherine, il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale durante la pandemia COVID hanno ridotto del 70-80% i casi di bronchiolite, tuttavia queste strategie preventive sono di difficile implementazione ed hanno importanti impatti nella relazione madre-figlio.
In Italia attualmente la strategia preventiva con anticorpi monoclonali è riservata solo a una percentuale minima di lattanti che presentano condizioni di aumentato rischio ed è rappresentata dal Pavilizumab. EMA ed FDA hanno approvato Nirsevimab rispettivamente nel 2022 e nel 2023. Si tratta di un anticorpo monoclonale a lunga durata d’azione da somministrare in ospedale alla nascita ai bambini nati durante la stagione epidemica o in alternativa presso i centri vaccinali o gli ambulatori dei pediatri di famiglia, per proteggere tutti i neonati alla loro prima stagione epidemica di RSV. La sua lunga emivita consente una singola somministrazione che permette di coprire l’intera stagione epidemica del VRS. Gli studi effettuati dimostrano un’efficacia del 77% nel ridurre le infezioni da VRS che portano all’ospedalizzazione.

Nell’agosto 2023 EMA ha inoltre approvato un vaccino (Abrysvo) per la protezione contro le malattie del tratto respiratorio inferiore causata dal VRS negli adulti di età superiore ai 60 anni e nelle donne durante la gravidanza per proteggere i loro neonati/bambini dalla nascita fino alla età di 6 mesi. Abrysvo protegge contro il sottogruppo A e B. Esso va somministrato in dose singola di 0,5 mL per via iniettiva tra le settimane 24 e 36 di gestazione. Abrysvo non è stato studiato in soggetti in gravidanza di età inferiore alle 24 settimane di gestazione.  

Nel documento allegato il Position Paper, a firma di AGOI, AIO, SIGO, FNOPO, SIMP, SIn e SIP,  sulla la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale in gravidanza