Online il nuovo numero di Pediatria

Accade. Accade in Italia, nel Paese con i tassi di mortalità infantile tra i più bassi al mondo, che ancora oggi un bambino che nasce nel Mezzogiorno abbia un rischio di morire nel primo anno di vita del 70% più elevato di un bambino che nasce al Nord. Accade che 155 bambini si sarebbero salvati se il Mezzogiorno avesse avuto lo stesso tasso di mortalità del Nord (il dato è riferito all’anno 2020). E accade che il divario aumenti, sensibilmente, quando parliamo di bambini nati da genitori stranieri.
A mettere le cifre, nero su bianco, è un nuovo studio – condotto dal Professor Mario De Curtis e dalle ricercatrici Istat Silvia Simeoni e Luisa Frova – sull’andamento della mortalità neonatale, postnatale e infantile in relazione alla cittadinanza dei genitori, alla Regione e all’area di residenza. Il risultato principale è che il divario tra Nord e Sud, tra bambini italiani e stranieri, non si sposta, ma resta storicamente cristallizzato tra le disparità dell’assistenza materno-infantile, tra le diseguaglianze economiche e sociali e, soprattutto per i bambini stranieri, nelle condizioni perinatali che iniziano prima della nascita e riguardano principalmente la salute della donna in gravidanza. Accade questo oggi in Italia, dove nascere in una Regione piuttosto che in un’altra fa, purtroppo, ancora la differenza.

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In questo numero:

Malattie rare, ricerca e screening
Per molte di queste patologie sono disponibili screening che le intercettano prima che si manifestino, ma i benefici possono essere massimizzati solo garantendo omogeneamente lo screening in tutte le Regioni

Città inquinate e bambini
Ampie e solide evidenze scientifiche confermano l’esistenza di una forte associazione tra inquinamento da traffico e problemi di salute respiratoria nei bambini. L’importanza di programmi di salute pubblica e strategie di prevenzione

Morbillo e copertura vaccinale
Contro questa malattia virale altamente contagiosa, vanno raggiunti e mantenuti nel tempo alti livelli di copertura vaccinali con le due dosi dello specifico vaccino. Ne parla Rocco Russo

Adolescenti oncologici
Il 70% è curato in strutture e con protocolli per adulti e a rischio di terapie inadeguate. Arcangelo Prete, Presidente AIEOP: è necessario definire ambiti di cura specificamente dedicati.