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Si a etichette chiare su latte crudo
Si ad etichette specifiche sui prodotti caseari a base di latte crudo per tutelare bambini e persone immunodepresse. La vicepresidente della SIP Antonella Di Stefano, intervenuta in audizione alla Commissione Affari Sociali, ha evidenziato i rischi legati al consumo di questi prodotti non pastorizzati. Diversi studi dimostrano che il latte crudo può contenere batteri pericolosi come Salmonella, Escherichia coli produttore di tossina Shiga (STEC), Campylobacter e Listeria, che possono causare infezioni gravi, principalmente a livello neurologico e renale. Il microrganismo più frequentemente coinvolto nella malattia umana è l’Escherichia coli O157:H7, associato alla Sindrome Emolitico Uremica (SEU), una condizione che può provocare grave insufficienza renale e, in taluni casi, portare al decesso. Nel 2024, in Italia, sono stati registrati 57 casi di SEU, il 95% dei quali in bambini sotto i 15 anni.
L’aumento del consumo di alimenti non trattati termicamente richiede maggiore consapevolezza sui rischi.
La SIP chiede quindi un sistema di etichettatura trasparente e una filiera controllata per garantire la sicurezza alimentare e proteggere i più vulnerabili.