Giocattoli sotto esame: nuove regole e consigli per proteggere i più piccoli

Vitalia Murgia, Stefania Russo
Gruppo di Studio Ambiente e Salute del bambino e dell’adolescente

Il gioco ha un ruolo molto importante nella vita dei bambini. Contribuisce allo sviluppo delle capacità cognitive, motorie, psicosociali, emotive e linguistiche. Le competenze acquisite attraverso il gioco svolgono un ruolo fondamentale per tutto il corso della vita di un bambino. Durante l’attività ludica, i più piccoli imparano ad affrontare le difficoltà, a rispettare gli altri e a condividere, fin dai primi anni. Il bambino partecipa al gioco spontaneamente, e i giocattoli sono gli strumenti che utilizza. Giocare in sicurezza, dato il suo valore educativo e relazionale, è un diritto dell’infanzia. Tra i pericoli connessi al gioco ci sono quelli legati agli incidenti con possibili danni immediati e visibili, ma nel valutare la sicurezza dei giocattoli, è importante considerare anche i rischi meno evidenti, come l’esposizione a sostanze chimiche pericolose, i cui effetti possono manifestarsi nel lungo termine.
I giocattoli possono esporre i bambini a sostanze chimiche pericolose cui sono particolarmente vulnerabili anche a causa delle loro caratteristiche fisiologiche e comportamentali. I piccoli, soprattutto nella fascia 0-3 anni e nella fase in cui gattonano ed esplorano il mondo con la bocca, succhiando e mordicchiando tutto ciò che trovano, hanno un rischio aumentato di contatto diretto con sostanze chimiche presenti nei materiali plastici e di ingestione delle stesse. L’esposizione può avvenire anche per via cutanea o inalatoria, attraverso il rilascio di sostanze e fibre da peluche, da bambole e da altri giocattoli realizzati con materiali sintetici che spesso contengono sostanze chimiche come il bisfenolo A (BPA) e gli ftalati. Nell’industria dei giocattoli si utilizzano circa 40 tonnellate di plastica per ogni milione di dollari di fatturato, rendendola il settore che consuma più plastica al mondo. I principali materiali impiegati per realizzare i giochi dei bambini sono polimeri come polietilene, polistirene, polipropilene, acrilonitrile-butadiene-stirene e cloruro di polivinile. Un’indagine europea ha rilevato sostanze vietate come ftalati e bisfenolo A in 8 giocattoli su 94, tutti in plastica morbida. Il 14% dei giochi per bambini sopra i 36 mesi risultava non conforme, contro il 4% di quelli per i più piccoli, e un terzo presentava etichette irregolari. Tra il 2005 e il 2018, il sistema RAPEX di allerta rapida dell’Unione Europea (UE) che segnala la presenza sul mercato di prodotti che rappresentano un rischio grave per la salute e la sicurezza dei consumatori ha registrato 1591 segnalazioni di ftalati nocivi in prodotti, di cui il 94% riguardava giocattoli. Il bisfenolo A (BPA), un interferente endocrino, in grado di alterare il funzionamento del sistema ormonale, è classificato nell’UE come sostanza pericolosa per la salute umana. Per informazioni più dettagliate sugli interferenti endocrini segnaliamo un articolo pubblicato recentemente sul numero 10-11 (2024) di questa rivista.
Secondo la European Environment Agency (EEA) questa sostanza può compromettere la fertilità, causare gravi danni agli occhi, reazioni allergiche cutanee e irritazioni delle vie respiratorie. Tra gli effetti documentati vi sono alterazioni della funzione riproduttiva, dello sviluppo delle ghiandole mammarie, delle capacità cognitive e del metabolismo. Questi rischi risultano particolarmente rilevanti durante lo sviluppo prenatale e nei primi anni di vita.
Nei prodotti per l’infanzia preoccupa anche la presenza di sostanze per-polifluoroalchiliche (PFAS). Nei bambini, tali effetti possono risultare ancora più critici: l’alterazione della funzione immunitaria potrebbe compromettere la risposta ai vaccini, mentre l’esposizione in età prenatale o nei primi anni di vita è stata correlata a basso peso alla nascita, disturbi dello sviluppo, squilibri ormonali e potenziale aumento del rischio di malattie croniche a lungo termine.
Uno studio ha identificato 126 sostanze chimiche preoccupanti nei giocattoli in plastica, molte delle quali presentano rischi sanitari significativi per i bambini.
La composizione chimica dei giocattoli è spesso poco trasparente, e l’uso di materiali riciclati può introdurre contaminanti non intenzionali lungo la filiera. Questi aspetti sollevano criticità rilevanti in termini di sicurezza e richiedono un rafforzamento delle misure di controllo e tracciabilità.
I pediatri chiedono con forza standard più rigorosi per la sicurezza dei giocattoli, sottolineando l’urgenza di regolamentare anche la loro composizione chimica, alla luce delle crescenti evidenze scientifiche sui possibili effetti gravi e duraturi per la salute dei bambini.
L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) e l’Associazione Culturale Pediatri (ACP) hanno inviato una richiesta ai Ministri della Salute e dell’Economia affinché l’Italia assuma una posizione decisa nella negoziazione del nuovo Regolamento Europeo sulla sicurezza dei giocattoli, chiedendo il divieto di sostanze chimiche persistenti, bioaccumulabili, mobili e tossiche (PBMT), nonché interferenti endocrini, per l’ambiente. Tra queste, particolare attenzione è rivolta ai bisfenoli e ai PFAS, noti per i loro effetti dannosi sulla salute dei bambini e sugli ecosistemi.
Un primo passo importante è stato l’accoglimento da parte della Commissione Europea dell’Accordo Politico provvisorio raggiunto tra il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’UE in merito alle nuove norme sulla sicurezza dei giocattoli, a seguito della proposta della Commissione del 28 luglio 2023 per un Regolamento sulla sicurezza dei giocattoli (vedi box in alto).
Resta fondamentale che l’approvazione e l’attuazione della nuova normativa non vengano indebolite da rinvii, deroghe o esenzioni, che troppo spesso rallentano l’efficacia delle politiche europee in materia di tutela della salute e dell’ambiente, vanificando gli obiettivi di prevenzione soprattutto per le fasce più vulnerabili come i bambini.
In attesa che il quadro normativo venga aggiornato, riportiamo alcune raccomandazioni per aiutare i genitori a ridurre i rischi chimici legati ai giocattoli.

Consigli dei pediatri per scegliere giocattoli più sicuri
Le raccomandazioni nella tabella hanno lo scopo di offrire ai genitori un supporto concreto per compiere scelte più consapevoli nell’acquisto dei giocattoli e per un utilizzo più sicuro e responsabile dopo l’acquisto.

 

Nuove norme per giocattoli più sicuri nell’UE
Il nuovo regolamento aggiornerà le regole di sicurezza per tutti i giocattoli venduti nell’UE, a prescindere da dove sono stati prodotti. Si tratta di un accordo, non ancora vincolante che per acquisire piena efficacia, deve essere formalmente approvato dalle due istituzioni. Il nuovo Regolamento, oltre al divieto già esistente delle sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR), vieta nei giocattoli l’uso di sostanze chimiche nocive, come PFAS, interferenti endocrini, bisfenoli, e le sostanze dannose per l’apparato respiratorio e quelle tossiche per la pelle e altri organi. Inoltre, le fragranze allergeniche saranno vietate nei giocattoli destinati ai bambini di età inferiore ai 36 mesi e in quelli progettati per essere messi in bocca. Tutti i giocattoli dovranno essere dotati di un Passaporto Digitale del Prodotto per impedire l’ingresso nell’UE di prodotti non sicuri, sia venduti online che offline. Vengono introdotte anche regole più severe per le vendite online e conferiti maggiori poteri agli ispettori per rimuovere dal mercato i giocattoli pericolosi. Prima di immettere un giocattolo sul mercato, i produttori dovranno effettuare una valutazione della sicurezza che consideri tutti i potenziali pericoli — chimici, fisici, meccanici ed elettrici. La valutazione dovrà inoltre includere prove relative all’infiammabilità, all’igiene e alla radioattività del giocattolo, tenendo conto delle specifiche vulnerabilità dei bambini.