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Dolcificanti: sono sicuri nei bambini?
In età evolutiva, è bene limitare il consumo dei dolcificanti, e puntare su dieta salutare e non consumo di bevande zuccherate
Claudia Mandato, Giusy Ambrosio, Grazia Massa
Dipartimento di Medicina Chirurgia ed Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” Università degli Studi di Salerno, Baronissi (SA)
Negli ultimi anni, si è assistito a un aumento significativo dell’impiego di dolcificanti non nutritivi (NNS, non-nutritive sweeteners) nella dieta dei bambini, con una crescente diffusione nella catena alimentare pediatrica, spesso al di fuori di una piena consapevolezza da parte delle famiglie, convinte di fare scelte più sane. I dolcificanti, anche detti edulcoranti, comprendono composti artificiali e naturali con potere dolcificante molto superiore a quello dello zucchero da tavola (saccarosio) e apporto calorico ridotto, trascurabile o nullo. L’American Academy of Pediatrics (AAP), in un recente documento di policy, ha sottolineato che l’uso crescente di NNS nella dieta dei bambini avviene in assenza di prove certe sulla loro sicurezza ed efficacia a lungo termine.
Gli NNS sono largamente presenti in bevande, prodotti industriali e persino farmaci destinati all’età pediatrica. Una recente revisione ha rilevato che il 4-18% dell’assunzione totale di bevande gassate tra i bambini è costituito da bevande dolcificate artificialmente. Inoltre, i bambini, a causa delle loro dimensioni più piccole e dell’elevato consumo di bevande, tendono ad assumere quantità più elevate di dolcificanti artificiali in relazione al loro peso corporeo.
L’assunzione dei NNS nei bambini è oggetto di crescenti controversie: le evidenze sull’impatto sul peso corporeo sono infatti eterogenee. Alcuni studi osservazionali riportano un’associazione tra uso regolare di NNS e BMI più elevato, altri invece indicano una possibile riduzione del BMI, in particolare se i NNS sostituiscono lo zucchero in bambini già in sovrappeso. Una revisione narrativa ha sottolineato una possibile correlazione tra l’uso di NNS disbiosi intestinale, obesità e alterazione dell’omeostasi glucidica, come già ipotizzato su modello animale precedentemente. In una più recente metanalisi l’assunzione di NNS è associata a un modesto calo del BMI rispetto ai controlli (media -0,20 kg/m²).
Gli NNS non agiscono in modo omogeneo sul metabolismo, ma presentano effetti distinti a seconda della loro composizione chimica, biodisponibilità intestinale e interazione con il microbiota. Ad esempio, alcuni come il sucralosio e l’aspartame sono stati associati a modifiche del metabolismo glucidico, aumento della glicemia e alterazioni della composizione batterica intestinale, con potenziale aumento della permeabilità epiteliale e rischio infiammatorio. Aspartame, sucralosio, stevia e acesulfame K, sono molto più dolci del comune saccarosio potrebbero creare nei bambini una preferenza marcata per il gusto dolce, ostacolando lo sviluppo di abitudini alimentari sane. D’altra parte, la stevia sembra esercitare effetti ipoglicemizzanti, antinfiammatori e potenzialmente protettivi sul microbiota, seppur in modelli sperimentali. Lo xilitolo e altri polioli, pur essendo generalmente considerati sicuri, possono indurre sintomi gastrointestinali (meteorismo, diarrea osmotica) in caso di sovradosaggio, particolarmente nei bambini piccoli.
Gli effetti degli NNS sono dose-dipendenti, modulati dalla dieta complessiva e dalla fase dello sviluppo. In età pediatrica, la maggiore sensibilità fisiologica e la precoce plasticità del microbiota intestinale potrebbero rendere l’esposizione prolungata agli NNS più rischiosa.
Secondo l’Osservatorio Immagino (GS1 Italy, 2023 https://servizi.gs1it.org/osservatori/osservatorio-immagino-13/), l’interesse dei consumatori italiani verso i prodotti ‘senza zucchero’ e ‘con dolcificanti’ è in costante aumento, verosimilmente per il loro utilizzo nelle diete ipocaloriche.
Il claim ‘senza aspartame’ è anch’esso sempre più frequente, tende ad indicare comunque un’attenzione crescente delle famiglie anche nei confronti della sicurezza percepita dei dolcificanti.
In conclusione, possiamo affermare che in età pediatrica il consumo di NNS deve essere limitato, poiché non vi sono evidenze di sicurezza a lungo termine. Servono cautela, informazione e soprattutto più ricerca scientifica. Pur potendo rappresentare uno strumento per la gestione del peso nel paziente obeso, non possono essere considerati una soluzione autonoma. Educare a una dieta varia e salutare, eliminando bevande zuccherate o edulcorate con NNS, rimane sempre la strategia più sicura per una crescita sana.
PubMed
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- Shum B, Georgia S. The effects of non-nutritive sweetener consumption in the pediatric populations: what we know, what we don’t, and what we need to learn. Front Endocrinol (Lausanne) 2021;12:625415.
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Effetti metabolici e sul microbiota dei dolcificanti non nutritivi (NNS) in età pediatrica
