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Intercettare il disagio mentale prima che si manifesti
Questo è il filo conduttore del libro “Adolescenti interrotti” di Stefano Vicari, neuropsichiatra dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Ma chi è che deve intercettare il disagio ai primi segnali? Certamente i genitori, ma anche il pediatra.
Ecco questo è un libro utile per i pediatri che, attraverso i casi clinici raccontati dall’autore nella prima parte del libro, possono ritrovare segni e sintomi spesso lievi e sfuggenti già osservati nei loro piccoli pazienti.
Ma è utile anche per genitori e insegnanti specie nella parte in cui viene affrontato il tema dell’interferenza tech, del ritiro sociale, capitoli ricchi di informazioni e consigli.
Ci preoccupiamo di garantire ai nostri ragazzi una sana crescita psicologica e il raggiungimento di un equilibrio mentale? Sappiamo come farlo? Sappiamo riconoscere i segni iniziali di un disturbo mentale? Si può fare qualcosa per prevenire l’insorgenza di questi disturbi? Ecco le domande che hanno spinto l’autore a scrivere questo libro dove troverete tante risposte e gli strumenti per affrontare questi problemi.
Che i nostri ragazzi stiano vivendo anni difficili ne abbiamo preso coscienza durante la pandemia. Il Covid ha svelato, in tutta la sua gravità, un fenomeno che già esistente e che i neuropsichiatri, timidamente e inascoltati, denunciavano da anni
Nella scorsa legislatura il Parlamento si era occupato del fenomeno con atti parlamentari importanti, che poi hanno portato il governo Draghi a finanziare con 25 milioni di euro il bonus psicologico, poi ridotto nel 2023 a 5 milioni, e aumentato a 9,5 milioni di euro, nel 2025.
Nella legge di Bilancio 2025 è stato poi creato un Fondo per il servizio di sostegno psicologico in favore degli studenti, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2025 e 18,5 milioni di euro annui dal 2026.
Quello del bonus psicologo è stato un intervento pensato per rispondere a un’emergenza che purtroppo non si è ancora risolta, ma la verità è che bisogna ripensare ai servizi di psicologia e psichiatria nel loro complesso. E quindi rendere strutturale la figura dello psicologo scolastico e rafforzare la presenza del neuropsichiatra infantile almeno negli ospedali pediatrici di tutto il Paese. Servono nuovi posti letto di neuropsichiatria infantile e una rete territoriale che sia in grado di dare risposte precoci a un disagio crescente.
Infine certamente l’uso dei device può contribuire ad aumentare il disagio, ma non è certo l’unico fattore. L’85% degli adolescenti oggi possiede uno smartphone, ma è il 15-20% che ne fa un uso “problematico e manifestano una “dipendenza” dai device, con sintomi come ansia, insonnia, calo del rendimento scolastico o umore depresso.
Insegnare ai ragazzi e alle famiglie l’uso corretto di uno strumento di cui non si potrà fare più a meno è urgente. Dovranno essere i pediatri ma anche gli insegnanti a svolgere questo compito.
Da quest’anno in tutte le scuole del nostro Paese sarà vietato portare con sé il cellulare in classe, ma servono anche formazione e informazione, per questo il libro di Stefano Vicari risulterà molto utile per i pediatri, per le famiglie e anche per la politica che qui potrà trovare gli strumenti più adatti per scegliere politiche idonee ad arginare il fenomeno (Paolo Siani, pediatra, già Vicepresidente della Commissione bicamerale infanzia e adolescenza).
Stefano Vicari
Adolescenti interrotti
Feltrinelli Editore, 2025