Durata dell’allattamento, struttura cerebrale e funzioni cognitive

J.O. González et al. “Sustained breastfeeding associations with brain structure and cognition from late childhood to early adolescence”. Pediatric Research, 2025

A cura del dott Guglielmo Salvatori e del Tavolo Tecnico Allattamento SIP (TASIP)

Come già indicato in letteratura, l’allattamento al seno si associa a migliori outcome cognitivi, ma non sono chiari i meccanismi neurobiologici e, soprattutto, se tale beneficio persiste oltre il periodo infantile. Inoltre, non c’è evidenza che vi sia una correlazione tra sviluppo neuroevolutivo e struttura dell’encefalo valutata tramite neuroimaging.

L’obiettivo dello studio è stato quello di stabilire se la durata dell’allattamento al seno si associa, in bambini di età compresa tra i 9 ed i 10 anni (gruppo iniziale) e tra gli 11 e 12 anni (gruppo di follow-up) a:

– Differente struttura dell’encefalo valutata con la risonanza magnetica cerebrale (MRI) attraverso la misura di spessore, area della superficie e mielinizzazione corticale.

– Migliori funzioni cognitive “fluide” (capacità di affrontare situazioni nuove senza basarsi su conoscenze già apprese), come capacità di ragionamento, di problem-solving e di apprendimento. Per tale valutazione sono stati somministrati dei test standardizzati.

Sono stati inclusi nello studio 5.098 bambini, poi ridottisi 3.810 al follow-up effettuato dopo 2 anni, così suddivisi:
• Mai allattati (15,8%)
• Allattati per 1–6 mesi (34,6%)
• Allattati per 7–12 mesi (26,4%)
• Allattati per più di 12 mesi (23,1%)

Le analisi statistiche sono state aggiustate per prematurità, sesso, livello educativo e altri fattori confondenti.

I risultati hanno evidenziato che una maggiore durata dell’allattamento si associa ad un aumentato spessore corticale in molte aree cerebrali (31 regioni), ad una maggiore superficie corticale (45 regioni) ed una maggiore presenza di mielina in alcune regioni.  Tali caratteristiche sono considerate indicatori di uno sviluppo cerebrale più maturo, di integrità neuronale e di funzioni cognitive più elevate.  

La funzione cognitiva risultava in effetti migliore nei bambini con allattamento più prolungato, con possibili effetti positivi su rendimento scolastico e salute mentale.

Tale effetto sull’intelligenza “fluida” è risultato essere dose-dipendente.

La possibile spiegazione di tali benefici potrebbe essere attribuita alla presenza nel latte materno di alcuni componenti (es. acidi grassi, colina, fattori di crescita) che favoriscono la sinaptogenesi e la mielinizzazione.

Il legame dose-risposta e le caratteristiche strutturali dell’encefalo aumentano la possibilità che ci sia un legame tra maggiore durata dell’allattamento, differente anatomia cerebrale e migliori test cognitivi.

Va tenuto presente che lo studio ha delle limitazioni, in quanto si tratta di uno studio osservazionale che non può dimostrare un nesso di causalità in quanto variabili genetiche, ambientali e socioeconomiche possono influenzare sia la durata dell’allattamento sia lo sviluppo cognitivo. Inoltre, nello studio non erano sempre disponibili dati sicuri sull’esclusività dell’allattamento al seno (esclusivo vs parziale).  

Conclusione

I dati indicano che una maggiore durata dell’allattamento è collegata a differenze “positive” nella morfologia cerebrale e nelle capacità cognitive anche in età preadolescenziale, rafforzando l’idea che l’allattamento al seno, soprattutto se prolungato, può avere effetti duraturi sullo sviluppo dell’encefalo e sulle funzioni cognitive del bambino.