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L’epatite A nei bambini: le 5 cose da sapere
A cura di Elena Bozzola
- Cosa è?
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato dovuta a un virus. L’epatite A si contrae principalmente per via oro-fecale, per contatto diretto con una persona infetta o ingerendo acqua o alimenti contaminati dal virus (ad esempio consumo di acqua potabile infetta o cibi contaminati da acque di scarico, specialmente molluschi bivalvi (cozze, vongole) crudi o poco cotti). Dopo un periodo variabile di incubazione, può dare luogo a sintomi come: stanchezza, inappetenza, nausea, vomito, dolore addominale, ittero, ossia colorazione giallastra di pelle, mucose e sclere, urine scure, dolori muscolari, febbre.
- Chi colpisce?
L’epatite è una malattia che può colpire chiunque. L’infezione nei bambini è di solito una malattia acuta e autolimitante, associata a sintomi generali e aspecifici, come febbre, malessere, anoressia, vomito, nausea, dolore o fastidio addominale e diarrea. In alcuni bambini i sintomi possono essere pochi o assenti.
I sintomi si sviluppano in genere tra i 15 e i 50 giorni dopo l’esposizione. Durante il periodo prodromico, le aminotransferasi, enzimi importanti pe il metabolismo delle proteine, sono in genere elevate. La colorazione giallastra della cute (ittero) e il colore scuro delle urine sono legate ad un accumulo di bilirubina e si manifestano di solito una settimana dopo l’inizio dei sintomi. Nei bambini, specie i più piccoli, il decorso può essere con pochi sintomi. L’insufficienza epatica acuta è rara in età pediatrica, specie nei bambini che non presentano patologie di base. Vi possono essere anche manifestazioni extraepatiche transitorie tra cui un rash transitorio e dolore alle articolazioni.
- Come compare?
I sintomi clinici compaiono dopo un periodo di incubazione che nei bambini può essere ampio, di 15-50 giorni (media 28 giorni). Il virus può essere rilevato nelle feci almeno una settimana prima della comparsa di evidenze di epatite e può essere rilevato per almeno 33 giorni dopo l’esordio della malattia.
- Come si fa a fare diagnosi nei bambini?
L’infezione da epatite A dovrebbe essere sospettata in un paziente che presenta sintomi aspecifici (febbre, malessere, anoressia, vomito, nausea, dolore o fastidio addominale e diarrea), talvolta seguiti dallo sviluppo di ittero ed epatomegalia, con aumento delle aminotransferasi e della bilirubina sieriche. Molti individui, soprattutto i bambini piccoli, presentano pochi o nessun sintomo. La diagnosi di infezione acuta è confermata dal rilevamento delle immunoglobuline M (IgM) anti virus epatite A, che rappresentano il gold standard per la diagnosi della malattia acuta. Questo anticorpo è positivo all’esordio dei sintomi, raggiunge il picco durante la fase acuta o la fase iniziale di convalescenza della malattia e rimane positivo per circa quattro-sei mesi. La rilevazione sierologica degli anticorpi è più semplice, facile ed economica rispetto ad altre tecniche, come la rilevazione del virus nelle feci e nei fluidi corporei. Le immunoglobuline G (IgG) anti-epatite A compaiono precocemente nella fase di convalescenza della malattia.
- Come si cura?
La terapia è di supporto, ossia bisogna garantire una adeguata idratazione del paziente.