Vaccinare contro l’influenza i propri figli: un’opportunità da non sottovalutare!

 

Rocco Russo 

Pediatra, coordinatore del Comitato Tecnico Vaccinazioni della SIP

Ogni anno la stagione invernale ci espone al rischio di contagio conseguente all’aumentata circolazione di virus e batteri che hanno la caratteristica di infettare le vie aeree (naso, gola, polmoni) e manifestare sintomi simili.

Quest’anno il quadro epidemiologico si preannuncia più complesso in quanto oltre alla circolazione dei virus influenzali, c’è anche quella del virus pandemico SARS-CoV-2.

Come si evince dall’immagine, entrambi i virus, oltre a manifestare una serie di sintomi molto simili e per i quali è impossibile fare una diagnosi immediata (se non con l’esito di un tampone nasale per l’individuazione del virus SARS-CoV-2), determinano un rilevante numero di casi con conseguenti ricoveri ospedalieri ed altrettanti decessi.

Dal momento che i virus influenzali e SARS-CoV-2 si trasmettono per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, vengono raccomandate alcune norme precauzionali, come: evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa, lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone (in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti), evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca, coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura, aerare regolarmente le stanze dove si soggiorna, etc.

In aggiunta a queste norme precauzionali, al fine di contrastare maggiormente la diffusione del virus pandemico SARS-CoV-2 è previsto altresì l’uso della mascherina che è sicura anche per i bambini https://sip.it/2020/06/12/mascherine-e-falsi-miti-il-video-della-sip/ .

Attualmente, mentre il mondo scientifico sta lavorando alla creazione di un vaccino sicuro ed efficace per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2, fortunatamente abbiamo a disposizione un vaccino antinfluenzale che costituisce un ulteriore elemento di protezione, poiché determina non solo una riduzione degli stessi casi, ma anche del rischio di complicanze legate alla stessa influenza (polmoniti batteriche, un peggioramento di patologie pregresse come quelle del sistema immunitario, respiratorie croniche etc.), così come un minore accesso ai pronto soccorso con conseguenti ricoveri ospedalieri.

Vaccinarsi contro l’influenza, soprattutto in questo periodo pandemico, permetterà di rendere meno difficile la diagnosi dei casi sospetti a causa della sintomatologia sovrapponibile con il Covid-19, così come eviterà anche un’eventuale concomitanza di infezioni legate ad entrambi i virus che aggraverebbe il decorso della stessa malattia con possibili gravi complicanze.

La vaccinazione antinfluenzale nei bambini sani è un valido strumento di prevenzione, finalizzato non solo a proteggere questa specifica fascia di età, ma anche a ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani nell’attuale fase pandemica.

Non bisogna dimenticare che esistono bambini affetti da particolari patologie croniche per i quali la vaccinazione non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva ma è necessaria ai fini di una protezione individuale, in quanto, potrebbero più facilmente andare incontro a complicanze postinfettive.

I vaccini antinfluenzali, così come tutti gli altri, sono prodotti biologici sicuri in quanto sottoposti ad una serie di controlli accurati che vengono effettuati sia durante la produzione e prima della loro immissione in commercio, sia dopo la loro commercializzazione.

Tale tipo di vaccino non deve essere somministrato ai lattanti al di sotto dei sei mesi e né tanto meno ai soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei componenti del vaccino.

In merito alla modalità di somministrazione del vaccino antinfluenzale, risulta essere sufficiente una singola per i soggetti di tutte le età, con esclusione dell’età infantile; infatti, per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno 4 settimane.

Concludendo, l’invito rivolto in primis ai genitori dei bambini con patologie croniche è quello di vaccinare i loro figli contro l’influenza stagionale, in quanto gli imprevedibili rischi di complicanze, anche di una banale forma influenzale, risulterebbero essere sicuramente maggiori di quelli di una semplice vaccinazione.