Sangue dal naso (epistassi): impariamo a gestirlo senza timori!

Domenico Di Maria, Direttore U.O.C. di Otorinolarigoiatria A.O.R.N. “San Pio” di Benevento

Flavio Quarantiello, U.O.C. di Pediatria e Adolescentologia A.O.R.N. “San Pio” di Benevento

Cos’è l’epistassi?

L’improvvisa fuoriuscita di sangue dalle narici del bambino (epistassi) è una delle condizioni più frequenti di allarme dei genitori, di ricorso urgente al pronto soccorso o di richiesta di immediato intervento medico. Il fenomeno è vissuto con grande preoccupazione ed angoscia in quanto la quota di sangue viene di gran lunga amplificata rispetto al volume reale che effettivamente viene perso. D’altra parte le varie manovre improprie utilizzate per arrestare l’ “emorragia” non essendo efficaci la prolungano nel tempo causando ulteriore preoccupazione.

Da dove proviene il sangue dal naso?

Quasi sempre il sanguinamento dal naso è dovuto al cedimento di piccoli vasi venosi localizzati nella porzione più anteriore del setto nasale (quella che spesso viene raggiunta con le dita), definita “locus Valsalvae” (figura a sinistra). Questo reticolo venoso ha la funzione di realizzare degli scambi di temperatura e umidità al fine di “climatizzare e riscaldare” l’aria inspirata svolgendo funzioni di termostato. Questi vasi capillari sono molto vicini all’ambiente esterno per cui l’attrito dell’aria che passa, le brusche variazioni di temperatura o traumi diretti spesso causati dal bambino stesso (dita nelle narici) causano piccole rotture con sanguinamento anche spontaneo.

Il periodo estivo è caratterizzato da un picco di aumento notevole di epistassi dovuto alla vasodilatazione secondaria alle alte temperature tipiche della stagione.

Come gestire l’epistassi?

 Cosa NON FARE: porre ghiaccio sulla nuca o alla radice del naso, mettere una pezza bagnata sulla fronte, legare con un laccio il mignolo, mettere sotto l’acqua corrente i polsi ed altre procedure tramandate dalla tradizione popolare che non hanno alcuna efficacia reale.

Cosa FARE:

  1. Tranquillizzare il bambino, farlo sedere con la testa leggermente inclinata in avanti e invitarlo a soffiare bene e forte il naso.
  2. Subito dopo comprimere bene le narici contro il setto per almeno 5-10 minuti, continuando a tranquillizzare il bambino e procurando una bacinella per raccogliere eventuali perdite di sangue anche dalla bocca
  3. Se alla decompressione riprende il sanguinamento far soffiare nuovamente e forte il naso per far fuoriuscire un eventuale coagulo formatosi all’interno della narice e che impedisce al sanguinamento di arrestarsi, e comprimere le narici sul setto per altri 10 minuti.
  4. Se possibile in alternativa sempre dopo aver fatto soffiare forte il naso introdurre dell’ovatta imbevuta di acqua ossigenata nella narice sanguinante e comprimere le narici contro il setto per circa 5-10 minuti. In tal modo si aumenta l’efficacia del tampone che, compresso contro il vaso sanguinante e chiuso tra le dita, consentirà l’emostasi.
  5. Una volta verificato l’arresto dell’epistassi lasciare il tampone per qualche ora nella narice e successivamente rimuoverlo.

Cosa fare se le epistassi si ripetono nel tempo?

È necessario rivolgersi al proprio pediatra di fiducia che provvederà a visitare il piccolo ed eventualmente richiedere esami del sangue per escludere patologie piastriniche o coagulative o emato-oncologiche. Dovranno essere escluse anche concause come l’utilizzo di farmaci pro-emorragici (FANS, anticoagulanti). Se ritenuto necessario provvederà a richiedere una consulenza otorinolaringoiatrica con esame endoscopico del naso (rinofribroendoscopia). Questo esame permette la particolareggiata ed attenta valutazione delle cavità nasali e dei vasi eventualmente responsabili del sanguinamento.

Una volta controllato l’evento acuto, il paziente potrà praticare una terapia topica con l’utilizzo di pomate atte a favorire la cicatrizzazione del vaso lesionato.

Nell’adolescenza l’epistassi è molto spesso post-traumatica (incidenti, pugni, sport) e anche in questi casi è bene rivolgersi all’Otorino per escludere cause più importanti che possono richiedere interventi specialistici. Una causa rara di epistassi importante ed acuta in età adolescenziale l’angiofibroma del rinofaringe (tumore benigno). Anche in questo caso è dirimente l’endoscopia nasale.

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